recensione del promo pareti di lana
pubblicata in data 30/12/2005 sul sito Tender to Lucy
Tenia
- Pareti di lana
autoprodotto - 2005
La rivincita del lo-fi. Sembra che questo genere, nelle ultime (auto)produzioni
italiane, sia tornato improvvisamente a dettare legge sulla scena indipendente.
Ben venga, se il risultato è così. A primo impatto le tre tracce che
costituiscono il promo “Pareti di Lana” lasciano un po’ disorientati, con
in bocca un retrogusto di Marlene Kuntz, Afterhours e Verdena ma anche di
qualcos’altro, più indeterminato e indistinto. Le chitarre, a tratti in stile
Sonic Youth, dettano legge, assieme ai controtempi della batteria e a linee di
basso mai banali. Le proprietà canore di Alessio di Simone non si discutono; la
voce, talora vibrante ai livelli di tali One Dimensional Man (si, basta nomi
adesso), è estremamente potente, talvolta un po’ sopra le righe. Considerando
che il lavoro dei Tenia ha visto la luce principalmente nel garage (trasformato
in sala prove) del batterista della band, i lavori di mix e postproduzione
appaiono lodevoli. Tuttavia non nascondono, naturalmente, l’indie spirit
“fai da te” delle registrazioni strumentali, tutte effettuate in un’unica
giornata nel garage. Tre canzoni non possono certamente esprimere
esaurientemente le potenzialità di un gruppo. Eppure “Pareti di Lana”, tra
il wah-wah e il delay di “Ancora sotto vetro”, le scale di chitarra
compresse in microsecondi di “Polistirolo”, le detonazioni vocali di
“Dossi artificiali”, riesce a mostrare l’affiatamento che si nasconde
dietro al progetto “Tenia” e la grande capacità tecnica dei singoli
elementi della band. Chissà che questa Tenia non riesca in breve tempo a
infiltrarsi, oltre che negli intestini, anche nei cuori di noi ascoltatori.
Valerio







