recensione del promo pareti di lana
pubblicata in data 04/10/2005 su Silent Scream Webzine
Tenia
- Pareti di lana
Recensione
di Flavio Ignelzi
Devo confessarlo: sono indubbiamente la persona meno indicata per la recensione di questo “Pareti Di Lana”, visto che i Tenia sono domiciliati nella mia città (Benevento) e correrei dunque il serio, nonché antipatico, rischio di peccare di nepotismo. Ma al di là di ogni frenato istinto campanilistico, come non rimanere deliziati di fronte a questo piccolo gioiellino di sole tre canzoni che trasfigura, violenta e fa a brandelli il pentagramma rock restituendo pienezza, integrità e valore all’abusato stilema ‘indie’, ormai divenuto una scontata consuetudine dell’underground tricolore? Come non compiacersi di fronte a questo inqualificabile calderone, dove la chiave di violino ne fuoriesce con le costole rotte? Per quanto si tenti di trovare la inevitabile smagliatura all’interno degli sghembi percorsi sonori della band sannita, perennemente in bilico tra noise e mainstream (tra Marlene Kuntz e Afterhours, giusto per citare i soliti riferimenti anche in questo caso calzanti), non si riesce facilmente nell’impresa. A partire dalla confezione curata e professionale, transitando per le più che sagaci liriche introverse, sprofondando infine nelle ruvide e scorbutiche indelicatezze chitarristiche, tra solletichi sonicyouthiani e perlustrazioni al Consorzio Suonatori Indipendenti. Embrionale, sgradevole (piacevolmente sgradevole), sconnesso, elettrostatico, farneticante, lisergico; cosa chiedere di più, tenuto conto della giovane età dei protagonisti? Se credete che il mio sia entusiasmo coatto, provate a contattare questi Tenia e fatemi sapere. (Contatti: tenia@email.com)







