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recensione dell'ep bianco per sottrazione, nero per composizione
pubblicata sulla webzine Rockambula musica indipendente made in italy


Tenia
Bianco Per Sottrazione, Nero Per Compozione


Recensione di Riccardo Merolli

voto: 3/5

E' possibile che un suono di chitarra possa rappresentare lo stato d'animo della gente a seconda delle situazioni che si vengono a vivere, i suoni dei Tenia sono da palpitazione continua, sono quello che si prova quando si sta scappando da una macchina impazzita che t'insegue per schiacciarti. Tre pezzi per questo loro ep "bianco per sottrazione, nero per composizione " che hanno un perché, ti tengono per qualche strano motivo sempre in tiro. L'influenza più incisiva è sicuramente quella dei primi(adesso quasi insignificanti) Marlene Kuntz dai quali assorbono troppo stile e vanno a realizzare la prima traccia del loro lavoro nominata "la stasi". Nel secondo brano "aikido" invece con perplessità noto delle sonanze molto molto vicine ad un certo pezzo dell'ultimo disco degli Offlaga disco pax ma è sicuramente una coincidenza alla quale posso non fare caso visto che il disco è di mio gradimento. L'ultima fatica di questo promo/ep "nessun ritorno (Vanessa in fondo al mare" è per me una sorpresa direi piacevolissima, c'è la collaborazione di Umberto Palazzo in perfetto stile Massimo Volume,che dire non è certo l'ultimo arrivato e quindi il suo carico sulla canzone si sente e come. Bravi questi Tenia ma a volte troppo cloni e per questo evito di commentare scelte dei suoni, e tutto quello che normalmente si giudica in una noiosissima ma attenta recensione. Adesso non resta che aspettare l'album, magari si inizierà a respirare aria di novità.

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