intervista ad alessio di simone
pubblicata in data 15/04/2006 sul settimanale il Quaderno
Quel post-rock suonato dai "Tenia"
L'autoproduzione e la fame di note
Tre studenti universitari si incontrano a Benevento e fondano una
rock band: un passatempo per combattere lo stress degli esami? Niente affatto!
Quattro demo in attivo, tanti live, fiducia totale nell'autoproduzione e nel web
ed un nome che incuriosisce: Tenia.
Ne abbiamo parlato con Alessio Di Simone, voce del gruppo.
Avete cambiato più volte formazione: l'attuale da chi è composta?
La band attuale, e definitiva, si è formata nel febbraio del 2004. Oltre a me
alla voce, Antonio Maratea ed Alessandro Di Sorbo alle chitarre, si sono
aggiunti due ragazzi beneventani, Gianluca Timoteo alla batteria e Giuseppe
D'Agostino al basso.
Da quel febbraio del 2004 avete cominciato a suonare sul serio dunque...
Effettivamente è così. L'abbiamo fatto con più frequenza, abbiamo
approfondito l'attività live, dal vivo, siamo usciti più volte fuori provincia
ed abbiamo prodotto due demo (Meglio di no. e Pareti di lana) che costituiscono
un risultato molto importante per noi. Ricordo con piacere le due partecipazioni
al Rockjam di Cervinara, un festival a nostro parere davvero ben fatto.
Autoproduzione e web: due ragioni vitali per i Tenia...
Intendiamo per autoproduzione fare davvero tutto da noi, ma farlo bene, con i
mezzi che si hanno a disposizione che pian piano aumentano e migliorano. La
sintesi di questo concetto è riscontrabile nella qualità crescente dei nostri
demo. Ora stiamo preparando un nuovo lavoro che dovrebbe essere pronto tra un
paio di mesi, ed abbiamo raggiunto un livello professionale che ci soddisfa.
Internet è fondamentale per la promozione delle nostre canzoni. Abbiamo anche
un sito - www.tenia.it - dove è possibile scaricare per intero molti dei nostri
pezzi. Oltre a questo, mi preme sottolineare che i Tenia sono presenti
praticamente su tutti i portali di musica rock esistenti in rete e questo
costituisce un grosso vantaggio per la nostra visibilità.
Siete trapiantati a Benevento: avreste forse preferito incontrarvi in
un'altra città?
Premesso che a Benevento trovo moltissimo fermento, devo comunque ammettere
l'inesistenza di un vero circuito dove confrontarsi, crescere o semplicemente
partecipare. E' curioso vedere locali e ritrovi adatti a suonare che nascono,
crescono e muoiono in pochi mesi senza un valido motivo. Non dico che preferirei
essere in un altro posto, però spero in qualcosa di più.
Gaetano Vessiculli







