pubblicata su Nerds Attack!
I vuoti dell'anima
Dall'entroterra campano, da Benevento, terra di buon vino e di qualche mio buon amico, giungono i Tenia, psycho indie band al suo quarto lavoro. L'ep si compone di soli tre brani, tra l'altro molto brevi, per cui il cd si esaurisice in soli 11 minuti. Ma sono 11 minuti suonati bene. I Tenia si muovono dondolando tra indie e noise, un campo che conoscono molto bene. Il suono è languido, bianco, e le parti strumentali potrebbero essere adatte ad una colonna sonora di un film, magari di Lynch. Si inizia con "La Stasi" che di stasi non ha nulla, è il brano anzi più diretto ma forse anche il più scontato dei tre, tra influenze sonore troppo simili ai Marlene Kuntz e un cantato che assomiglia pericolosamente a quello dei Verdena. Curatisimo però l'assolo, eh già c'è anche un assolo, e gli arrangiamenti. "Aikido", alterna momenti più rilassati a squarci noise, insinuati tra il cantato sussurrato e gli arpeggi, davvero molto interessante. Il gran finale si chiama "Nessun Ritorno (Vanessa In Fondo Al Mare)", gioiellino elettro noise dilatato in rumore vuoto e metallico che purtroppo finisce troppo presto. Cosi come finisce l'Ep. Peccato, un'altra manciata di minuti li avrei graditi. Complimenti anche per l'artwork e per i testi, assolutamente non scontati. E' un piacere sapere che ci siano band come i Tenia e che a Benevento non ci sia solo Padre Pio.
Dante "Watt" Natale







