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tenia.it
recensione del promo pareti di lana
pubblicata in data 04/04/2006 su ephebia.it


tenia - pareti di lana

1. Ancora sotto vetro
2. Polistirolo
3. Dossi Artificiali


Se non s'è ancora capito: i Marlene Kuntz non mi piacciono, non mi sono mai piaciuti. Gli riconosco il giusto ruolo nella storia della musica italiana e la fine che hanno fatto (leggi pessime collaborazioni con Skin) giustifica questa mia posizione. Per non parlare dei più o meno cloni che hanno (involontariamente) creato: perchè c'è gente che deve cantare esattamente come Godano, come se avesse il fuoco nello stomaco, urlando devastandosi la gola anche se dice "oh che bella giornata"? Ovviamente queste sono considerazioni personalissime, ma che inevitabilmente condizionano il mio giudizio. Nello sforzo di essere un tantino più oggettivo, qualcosa d'altro va detto: ad esempio che questi ragazzi, pur non essendo originali, sono bravi a fare quello che fanno. Oltre ai suddetti Marlene Kuntz, dichiarano anche di ispirarsi (anche se si sente davvero poco) a Karate, Sonic Youth, Slint, Massimo Volume, Umberto Palazzo e Moltheni. E proprio di Moltheni (e non mi piace nemmeno lui), parliamo: Alessio non sembra avere una voce di grande personalità. Non discuto sulle qualità tecniche, che sono ottime, ma questi tre brani (che hanno come grande limite quello di avere tutti una struttura identica, cioè partire lentamente per poi esplodere nei finali, proprio alla Marlene) iniziano con la voce di Moltheni e finiscono con quella di Godano tra le fiamme dell'inferno. La bravura mi sembra che ci sia, anche da un punto di vista compositivo ("Ancora sotto vetro", tutto sommato, m'è piaciuta). Mi piace molto anche questa idea di mettere sul sito tutta l'attrezzatura usata per la registrazione (peraltro di buono e raro livello). Uno sforzo maggiore per evitare che si dica "somigliano troppo a..." secondo me andrebbe fatto, perchè i Tenia hanno delle ottime potenzialità. Dovrebbero solo cercare di amalgamare bene i punti di riferimento che hanno con la loro più personale sensibilità.
(Emiliano Severoni)


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