pubblicata in data 20/12/2005 sul sito Emotional Flashback
tenia
GRUPPO: tenia
ALBUM: Pareti di Lana (promo 2005)
GENERE: Rock Italiano - Indie
DATA USCITA: 06/2005
VALUTAZIONE: SUFFICIENTE
RECENSIONE:
Appena letto il loro nome, subito ho materializzato nella mente un’entità
vermiforme; controllo il loro sito e scopro che l’intento è quello: il
significato che colgo è quello di ragazzi che vogliono colpire la parte che
nelle persone che è per convenzione il luogo delle emozioni, il ventre. Allora
mi appresto all’ascolto di questo promo di 3 tracce, mentre spulcio qua e la
informazioni su questo gruppo italiano agli esordi… prima cosa da fare: testo
sottomano e cuffie nelle orecchie; subito il mio intuito mi porta verso una
direzione, Marlene Kuntz verrebbe da dire, e il paragone trova sempre più punti
di contatto strofa dopo strofa. La natura delle chitarre, confusa, azzardata,
essenza dello sperimentalismo, accompagnate da una base costante, ritmata,
delineano qualcosa di già sentito; la voce è la più pura sintesi imitativa di
quelle di Cristiano Godano (i testi poi ahimè ne sono solo una brutta copia) e
Manuel Agnelli. E’ però doveroso sottolineare come nonostante tutte queste
similitudini con i loro parenti più grandi, i tenia si lascino ascoltare: messe
da parte le critiche si può ammirare la cura di un lavoro d.i.y. fatto con
passione per la musica. Il primo pezzo, ancora
sotto vetro, è forse troppo lungo, pesante, ripetitivo, monotono, con il
continuo alternarsi di strofa-cambio-strofa che alla lunga stanca. Il secondo
brano, polistirolo, parte subito su
una differente falsariga, concedendo momenti strumentali veramente ricchi ed
emozionanti, in cui il cantante riesce ad uscire dalla gabbia in cui sembrava
intrappolato nel primo. L’ultimo brano, dossi
artificiali, parte molto bene, ma nuovamente mi delude la voce e come la
canzone si snatura a tratti in funzione di essa.
Concludo
sentenziando dal mio modesto punto di vista, come la stoffa ci sia, eccome: ma
marco il fatto che dalla scena noise-rock italiana (Marlene Kuntz in primis per
cantato e stile nei testi) e dall’Indie più sperimentale (è scontato un
paragone ai Sonic Youth) si può ricavare sì l’ispirazione, ma l’imitazione
è vana se si ambisce a fare qualcosa di più grande. Con un pizzico di vena
nuova (ascoltando i 3 lavori precedenti ho notato che comunque le idee ci
sono) e del sano sudore, sentiremo parlare di loro tra qualche anno. In bocca al
lupo per il nuovo lavoro.
per info: www.tenia.it
AUTORE:
Stefanio
DATA: 20/12/2005







